Gli esami finiscano per sempre

L’idea eduardiana, che gli non finiscano mai, è proprio un’idea dell’altro secolo, quello appena chiusosi con tante speranze di un mondo migliore nel nuovo secolo che invece ci ha dato la bella sberla  dello scontro di civiltà, che forse durerà altri 50 anni, e una catastrofe economica che, se non viene gestita (e purtroppo non è gestita!), potrebbe portare a una profondissima ristrutturazione econoco-sociale se non addirittura ad una dissoluzione dell’intero spazio economico per totale perdita di fiducia nelle monete.
L’idea che dalla elementari uno debba sottoporsi a continui esami è una delle incrostazioni superstiti di una società gerarchica dove la “promozione” è basata sul merito che però è molto  formale e poco operativo.
Un formalismo che, stranamente, dopo il periodo scolastico, viene subito abbandonato per un giudizio legato al risultato concreto e questo in ogni campo Il manager deve far funzionare l’ azienda, il ricercatore deve produrre scoperte, brevetti, articoli scientifici, il medico deve guarire il paziente.
Anche i corsi di aggiornamto di chi lavora non prevedono di solito esami, che va al corso se vuole impara, sarà poi sul campo che la persona applicherà le  nozioni apprese

Ma durante il periodo scolastico allo studente non è chiesto solo di studiaee ma di sottoporsi a coninue verifiche che, ovviamente, non sono un metro preciso di valutazione perchè sono spesso inquinate da furberie del discente e dalle paturnie del docente.
Si tratta di un sistema arcaico, che risente di una’inpostazione autoritaria della soocieta e che di fatto non ha mai funzionato per promuovere il merito e basti pensare agli  esempi diffusi di persone eccellenti nella vita, ma poco brillanti a scuola, che spesso hanno abbandonato senza conseguire un inutle diploma o altro mitizzato pezzo di carta.
Quello che invece andrebbe fatto è di cancellare del tutto il sistema delle promozioni e bocciature e lasciare che lo studente segua un corso di studi fluido, anno dopo anno, con una vasta possibilità di sceglersi le materie da studiare e senza mai sottoporlo a nesuna verifica, nenache finale, eliminando ovviamente ogni valore legale al titolo di studio lasciando al giudizio diffuso e democratico del mondo del lavoro le possibilità di inserimento e di relativa retribuzione.
Ovviamente questo è estramente semplice (e in parte attuato) nella scuola elemntare e media, più complesso nella scuola superiore che andrebbe ristrutturata come scuola unica dove non ci sono più differenze di indirizzo perchè le scelte sarebbero fatte dal discente assistito e guidato nella preparazione del piano di studi.

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