Intervista a Emanuele Cislaghi

: Il tuo racconto “” colpisce immediatamente per la forza del suo linguaggio. Da dove nasce?

Emanuele: Nasce dalla mia passione per il libro “Arancia meccanica” (che inizialmente uscì in Italia con il titolo “Un’arancia a orologeria”, traduzione letterale di “A clockwork orange”, 1962). Mi ha sempre affascinato il modo di scrivere di Anthony Burgess, soprattutto in questo suo bestseller (e longseller). Inventò un linguaggio nuovo, fatto di veri neologismi, tanto da incuriosire lo stesso Stanley Kubrick, che nel 1971 ne trasse il film che tutti conosciamo.

Per fare un omaggio al libro e al film ho tentato di ricreare il linguaggio e il personaggio stesso di Alex, protagonista di entrambi.

Ho immaginato che, a distanza di 50 anni dalla sua “nascita” letteraria, un giornalista di provincia lo andasse a trovare per fargli raccontare come la sua storia ebbe inizio. Una sorta di prequel, di “capitolo zero”, da cui poi nacque il tutto.

GiveMeAChance: Quali altre riflessioni ti hanno guidato nella sua stesura?

Emanuele: La questione del libero arbitrio. Che cosa è meglio? Scegliere tra Bene e Male, scegliere senza alcun condizionamento esterno, pur sapendo che si può (o si vuole) sbagliare. Oppure essere costretti a fare solo il Bene, per il bene della società, ma sentendosi poi schiavi di una scelta che si è rivelata obbligata?

GiveMeAChance: Domande molto interessanti, chissà cosa ne pensano i lettori ! Grazie Emanuele.

Racconti:

UnAranciaAOrologeria

IlPrincipeAzzurro

NessunoTocchiCaino

LaFestaDelPapa’

DiciottoCandeline

IlLupoEL’Agnello

BlackJack

LaCarneFaBuonSangue

PensioneEden

IlFigluolProdigo

SaponetteInOmaggio

BloodyMary



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