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Chi è Marizio Fiammetta?

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La sua unicità sta nello straordinario connubio che ha sviluppato in oltre vent’anni di ricerca, di esperienza ed attività, tra Sviluppo Personale e Spiritualità, dando vita a due esclusivi percorsi: il Prosperity.it ed il Progetto Entusiasmo.info

Con le metodologie di “Ricchezza e Prosperità” potrai sperimentare in prima persona i Segreti della Ricchezza e della Prosperità.

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La partita

La partita

Autore: Alberto Ongaro
Casa Editrice: Marsilio
Anno Pubblicazione: 1986

Premio Campiello ‘86, questo romanzo descrive con precisione e fascino la società italiana del ‘700.
La partita cui fa riferimento è una partita che un giovane e bell’aristocratico veneziano gioca con una nobildonna spregiudicata. Il giovane perderà la prima mano della partita. Si darà alla fuga per non pagare il pegno (se stesso come strumento di piacere della nobildonna anzianotta), ma ci saranno altre mani con i sicari che la nobildonna mette alla sua ricerca. La partita non finirà mai.

Il giovane vivrà in modo completamente diverso rispetto alle sue precedenti aspettative e passerà tutti i suoi giorni guardingo e teso a costruire contromosse verso i sicari che gli sono alle costole, reali o immaginari che siano. Non avrà modo di verificarlo; non avrà mai notizie della morte o della scomparsa della nobildonna. La lettura del libro si rivela molto intrigante grazie alle continue esperienze amorose del giovane ma soprattutto per come viene vissuta una vita passata in fuga ma condotta con astuzia, ingegno e coraggio.

Ad ogni mossa degli avversari il protagonista risponde colpo su colpo con un senso morale tutto particolare ma comunque presente. Senza rimpianti per la vita passata, rivendica il suo diritto ad essere trattato come una persona non un trastullo anche a costo della solitudine cui è costretto (Solitudine peraltro interrotta da piacevoli intermezzi che gli rendono poco noiosa la vita).
L’ipotesi è che il gusto della vita sia sapido solo quando c’è contesa.
Anche la nobildonna forse potrebbe colpire subito il protagonisca ma preferisce vedere come va a finire la schermaglia. Il libro ha un’impronta maschilista che probabilmente ben si adatta al periodo storico in cui viene ambientato. Tutta l’opera di Alberto Ongaro è da riscoprire.

di Luisa





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Il lettore di ebook iLiad

Il lettore di iLiad

Finalmente basta con la carta e con i pesi


     Fonte Bow

Cosa è un lettore di ?
E’ un dispositivo elettronico portatile che permette all’utente di leggere in modalità elettronica un libro (ebook) precedentemente caricato nella memoria del dispositivo stesso.

La sua evoluzione consente anche la scrittura, ed il modello di punta al momento in commercio e presentato da GiveMeAChance è l’iLiad.

Quindi l’ILiad è un lettore di che consente all’utente non solo di leggere l’, ma anche di scrivere appunti come capita normalmente su carta.

E’ possibile quindi precaricare tutti gli e documenti pdf in genere, quindi libri, fumetti, fotografie, disegni, presentazioni, fogli elettronici e quant’altro possa essere trasformato in pdf. E’ possibile perfino giocare con il sudoku e cruciverba vari…

Immagina: sotto l’ombrellone o durante un week in campagna o in montagna non dovrai portarti pi&ugrave dietro tutti i tuoi libri, e sopportarne il peso nonchè lo spazio, basterà averne una versione pdf e caricarla sull’iLiad….fantastico!

Cosa aspetti, leggi anche tu la scheda tecnica dell’iLiad
ed entra in questa nuova frontiera dell’evoluzione ed editoriale.





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Burn After Reading

(USA, 2008) di Ethan Coen e Joel Coen

con George Clooney, Tilda Swinton, Brad Pitt, John Malkovich, Frances McDormand, Richard Jenkins, Matt Walton, Lenny Venito, Logan Kulick.

Commedia noir dalle sfumature esilaranti, ambientata a Washington.

Racconta una storia di servizi segreti, di tradimenti di coppia e di uomini e donne accomunati dal desiderio di apparire (dalle memorie dell’ex spia agli interventi di chirurgia estetica tanto agognati da Linda Litzke, la straordinaria Frances McDormand, che lavora in una palestra e che cerca solo storie d’amore tramite internet), delineando un microcosmo assurdo.

In tale assurdo microcosmo le donne sembrano avere la meglio sugli uomini perchè appaiono più forti, più determinate nel perseguimento dei loro obiettivi e alla fine vincenti. Come per esempio Linda che, dando vita a un vortice di ricatti per cui il suo collega Chad Feldheimer (lo straordinario Brad Pitt) perde la vita, riesce a trovare i soldi per pagare l’operazione chirurgica di cui ha così bisogno.

All’inizio sembra una storia irrazionale, ma subito ci si accorge che il gioco di situazioni equivoche e paradossali dai risvolti drammatici altro non è che la rappresentazione dell’idiozia di molte persone e di questi personaggi in particolare, che hanno preso coscienza che ciò che sono nella realtà non coincide con l’idea di ciò che avrebbero voluto essere. Con tutto quello che ne consegue: sogni non realizzati, bisogno di cambiare sè stessi, ricerca morbosa della felicità.

Gli attori hanno saputo perfettamente interpretare personaggi deliranti, portando all’eccesso i tic e le paranoie di molte persone (l’impareggiabile George Clooney, nel ruolo di Harry Pfarrer un funzionario del Tesoro e paranoico sessuomane, ma soprattutto Brad Pitt).

In modo più leggero rispetto all’ultimo capolavoro “Non è un paese per vecchi”, i fratelli Coen forniscono sempre un’occasione per riflettere sulla follia umana.

di Rossella





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Il Divo

Il Divo

Cast :

Toni Servillo, Ana Bonaiuto, paolo Graziosi, Alberto Cracco, Lorenzo Gioiello, Gianfelice Imparato, Giovanni Vettorazzo, fanny Ardant, Giulio Bosetti

Regia e Sceneggiatura:
Paolo Sorrentino

Paolo Sorrentino ha recentemente ricevuto il Premio della Giuria al festival del Cinema di Cannes per il suo film centrato sulla figura di Giulio Andreotti.

La scena inizia con lelenco di una serie di attentati e omicidi compiuti in Italia dal 1969 al 1984 (quali ad esempio la stage di Piazza Fontana, l’attentato del giornalista Mino Pecorelli, del Generale Carlo Alberto Dalla Chiesa, il sequestro di Aldo Moro) per cui si delinea una responsabilità ed una conoscenza di Giulio Andreotti su tutti questi eventi delittuosi.
Egli assume la responsabilità di una pratica del Male che è servita a preservare, difendere, promuovere il Bene.
Siamo
agli inzi degli anni ‘90 e Andreotti è al suo settimo mandato alla Presidenza del Consiglio, è da quarant’anni al potere e lavora incessantemente per mantenerlo; infatti &egrave per il gusto del potere che ha lavorato in tutti quegli anni, non si è arricchito.

Le scene inquadrano una vita domestica e familiare modesta, dove lui è attanagliato da una feroce emicrania in un appartamento oridinario se pur nel centro di Roma. Impressionante è il suo rapporto di leader induscusso ed onnipotente all’interno della sua corrente di partito, attorniato com’è da figure losche e sinistre E’ sicuramente un fim complesso, nell’intento del regita di toccare temi tanto sensibili della nostra storia recente, dove la figura più nota di tutta la storia repubblicana, milioni di volte caricaturizzata per le sue inconfondibili caratteristiche fisiche, ci appare per la prima volta nella sua enigmatica dimensione umana, in cui appare solo nel vivere la sua affollatissima esistenza, non &egrave presente alcuna forma di calore e umanità, ma tanto cinismo e freddezza.

Sorrentino esegue una regia magistrale, compone immagini, muove la macchina e monta le sequenze come nessun altro sa fare; Toni Servillo è bravo nel calarsi nel il personaggio nell’evidenziare i suoi vizi e suoi comportamenti, la conseguenza è una caricatura d’effetto.

Consigliato a tutti gli spettatori italiani perchè è un film che non vi lascerà indifferenti, la nostra realtà attuale è la conseguenza di quello che è stata la cosiddetta Prima repubblica, periodo che va dal dopoguerra fino a tangentopoli





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La grammatica di Dio

La grammatica di Dio

Il sole cala dietro il promontorio e la marea si ritira oltre la barriera di scogli che si allunga parallela alla costa. E’ ora che gli uomini e le donne escano dall’ombra.
Forse l’esercizio fisico di questi giorni mi ha aiutato a dissipare la confusione che ho in testa.
Sono a Sciaccamare- Sicilia. Mare splendido, il villaggio turistico accogliente, l’animazione è simpatica, cordiale, per niente invadente, con l’innata cortesia e ironia che anima i siciliani.

All’ombra ho appena finito di leggere ” La grammatica di Dio” di Stefano Benni.
Non avevo letto nessun commento prima, per evitare i pregiudizi. Prima impressione: racconti, uhm non è il mio genere, comunque… Ho iniziato e mi sono ritrovata conquistata dai racconti mano a mano che proseguivo.

La scrittura è così piacevole e poi le solitudini narrate sono cos&igrave vere, tremende e spiritose, con sprazzi improvvisi paradossali. Anche Franco ha letto il libro.
Il suo commento: Beh,si vede che Benni se ne intende di ‘’seghe” , in tanti racconti ce ne sono di praticanti.
Io dico: ma come ,dove non l’ho notato.
Allora lui mi cita il racconto ”Mai più solo”.
Ah sì, è vero e poi gli altri. Io non ci avevo fatto caso.
Mi è invece rimasto impresso l’orco che attira i bambini dei paesi dell’Est per conto di schifosi pedofili.
Oppure il povero Orlando innamorato ma soprattutto gran russatore che ha bisogno di una compagna sorda per essere felice. O il nonnino egoista e dispettoso fino al punto di provocare una strage.
O la strega in cerca del diavolo e che, per attirarlo, magicamente passa dalla seconda misura del seno alla quarta o la gallina più vecchia della fattoria sacrificata con il suo consenso per fare il brodo ad un bimbo malato. Chiudo però l’elenco citando il frate zitto che sceglie di vivere in silenzio finchè l’incontro con una donna muta non gli sconvolge la vita: ”Avevo sempre pensato che l’incontro con una donna fosse chiuso nello scrigno delle poesie e nel sortilegi dei quadri.
Che niente potesse essere bello come le nobildonne e le madonne dipinte, trasfigurate dalla passione dell’arte e dall’amore di Dio. Avevo creduto che il turbamento provato in giovinezza fosse solo il riflesso di quella bellezza inventata e sospesa.” Queste parole mi sono sembrate dolcissime .

Forse non è l’esercizio fisico che mia reso meno confusa ma piuttosto la lettura di questo libro; in questo momento temo meno la solitudine e l’esperienza di vita dei tanti personaggi fluisce anche nella mia.

Così vado ora in centro. Qui a Sciacca, famosa per le sue ceramiche, ho finalmente realizzato il mio desiderio di farmi un acquario duraturo e bellissimo. Ho acquistato decine di maioliche di pesci di varia taglia da appendere al muro. Avrò il mio acquario con il mio branco senza causare la morte di nessun pesciolino.
I pesci sono tutti gialli, sono belli e dureranno per sempre o almeno fino a quando la signora delle pulizie non ne tirerà giù uno.

”La grammatica di Dio”. Stefano Benni. Feltrinelli. Collana I narratori 2007

di Luisa

 





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Mamma Mia!

Mamma Mia!

(Produzione USA, Gran bretagna, Germania, 2008)

Un film di Phyllida Lloyd. Con Meryl Streep, Pierce Brosnan, Colin Firth, Stellan Skarsgard, Julie Walters, Dominic Cooper, Amanda Seyfried, Christine Baranski, Nancy Baldwin, Heather Emmanuel, Colin Davis, Rachel McDowall, Ashley Lilley, Ricardo Montez, Mia Soteriou, Enzo Squillino Jr, Chris Jarvis, Hemi Yeroham, George Georgiou, Maria Lopiano, Juan Pablo Di Pace, Norma Atallah, Myra McFadyen, Leonie Hill, Niall Buggy, Jane Foufas, Philip Michael.

Mamma mia! E’ un film del 2008, adattamento cinematografico dell’omonimo musical, basato sulle musiche del gruppo svedese ABBA.

L’ambientazione è in un’isola greca inesistente. Se ci si vuole rilassare e divertire bisogna proprio vedere questo film. Anzi comprerà il DVD non appena sarà disponibile per rivivere il benefico effetto. Dunque, luoghi bellissimi, gente allegra, begli uomini e anche bei ragazzi, probabilmente un film per pubblico femminile, criticato negativamente dalla critica ufficiale, ma chi se ne frega, il relax e la leggerezza di vivere sono un diritto.

Da non sottovalutare la creatività della coreografa/o, i balletti sono originali, intelligenti e nel contempo ironici.

Gli attori sono splendidi, da Meryl Streep a Colin Firth, cantano e ballano, non sono perfetti ma freschi e danno l’impressione che loro per primi si siano divertiti a fare il film.

La mia amica ha pianto dalla contentezza e per la nostalgia suscitata dalla musica, forse è troppo come reazione ma bisogna fantasticare ogni tanto…

di Luisa





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Juno

Juno

Il film ha vinto l’Oscar per la migliore sceneggiatura sta ottenendo un buon successo nelle sale cinematografiche.

Narra la storia di un’adolescente Juno, che al primo rapporto con un suo compagno di classe rimane incinta. In un primo momento decide di abortire, ma poi non se la sente e sceglie di darlo in adozione.

Sulle pagine di una rivista trova la coppia ideale a cui affidare il suo bambino. La scelta di Juno è molto coraggiosa, durante i suoi mesi di gravidanza tutti ne parlano, tutti l’osservano, per fortuna lei è un bel “tipetto tosto” e i suoi genitori la supportano in questa delicata fase.

Juno si rende conto, durante la sua maternit&agrave, di essere innamorata del suo compagno di classe e forse un giorno quando saranno adulti anche loro potranno avere l’opportunità di vivere ed avere dei figli insieme. Chissa?

Il film ripropone indirettamente il tema dell’aborto, ma lontano dalle propagande politiche l’unica cosa essenziale è che qualsiasi SCELTA DIPENDE dalla DONNA, è Lei che deve decidere del futuro della sua vita.

E’ la donna che sopporta le conseguenze di ogni suo atto ed è una scelta privata e personale che nessuno può permettersi di condannare specialmente gli uomini che non la vivranno mai.

Il film è originale con battute leggere e divertenti, è consigliato a tutti.


Da Rossella





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Ortone e il mondo dei Chi

Ortone e il mondo dei Chi

Tratto all’omonimo romanzo di Theodor Seuss Geisel
Cast tecnico
Regia: Jimmy Hayward, Steve Martino
Sceneggiatura: Cinco Paul, Ken Daurio
Musiche: John Powell
Montaggio: Tim Nordquist

Le scene di animazione iniziano con un buono e fantasioso elefante di nome Ortone, che sente un debole grido d’aiuto proveniente da un minuscolo granello di polvere che fluttua nell’aria.
Ortone scopre che in quel granello di polvere abitano dei piccoli esseri, i Chi, che sono governati dal Sinda-Chi. In quel granello di polvere ci sono certinaia di vite, pur minuscole e c’è un bellissima città.
L’elefante inizia a parlare con il Sinda-chi, scoprendo così l’affascinante mondo di quei piccoli esseri viventi, che però è in pericolo. Infatti Ortone deve mettere il granello di polvere, che in natura è solo un piccolo fiore rosa, in un posto sicuro.
Gli altri animali del mondo di Ortone sono convinti che lui sia impazzito perchè crede che nel piccolo granello ci siano delle forme di vita e pensano che il suo esempio possa traviare le coscienze dei giovani animali.
Riuscirà il nostro eroe, Ortone, SOLO CONTRO TUTTI, a salvare il granello di polvere ed a convincere gli altri che ci siano delle vite umane, seppur microscopiche, lì dentro?

Film che insegna ai bambini l’altruismo ed il rispetto per gli altri. Lo consiglio a chi vuole passare un pomeriggio educativo al cinema. Alcuni passaggi non sono di facile comprensione per i piccoli, gli adulti dovranno spiegare loro la trama generale ed il messaggio del film.
Christian De Sica e Paolo Conticini danno voce ai due personaggi principali del film di animazione digitale, l’elefantino Ortone e Sinda-Chi, però la voce con marcato accento romano dell’Elefante non convince molto .

Di Luigi





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