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Giacomo Bruno ti insegna come utilizzare le moderne tecnologie, in particolare, per avviare le attività che più ti piacciono, guadagnando con gioia e serenità.

Chi è Giacomo Bruno? E’ uno dei maggiori esponenti italiani di comunicazione e PNL.
Ha studiato in modo particolare COME COMUNICARE EFFICACEMENTE attraverso , utilizzando le parole…. Pensate, il suo metodo è veramente unico ed è molto sfidante. Secondo uno dei massimi esperti della Comunicazione, Paul Watzlawick, il linguaggio verbale è solo un modo di comunicare che influenza in minima parte la qualità della comunicazione, il resto è determinato dalla cosiddetta comunicazione paraverbale (i gesti, le posture del corpo, il tono di voce, ecc) e con possiamo utilizzare solo la comunicazione verbale. CAPITE IL MIRACOLO?

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Sono certo che anche tu vorresti facendo le attività che più ti piacciono e lasciarti alle spalle concetti come Noia e Routine. Vuoi liberare la tua creatività senza i pensieri ingombranti tipo “come faccio ad arrivare a fine mese”?

Con questo libro potrai acquisire una serie di strumenti ed informazioni preziose e realizzare su l’attività lavorativa che valorizzi le tue passioni.

Ti Racconto la mia storia suddivisa in 2 fasi:

a) Prima di aver letto il libro di Giacomo Bruno “COME FARE SOLDI ON LINE CON BLOG E MINISITI”.

Dopo la laurea in Architettura, stavo frequentato un master di specializzazione presso il Politecnico di Torino e poi speravo di continuare la mia carriera in ambito universitario, dapprima come assistente e poi infine di diventare, dopo anni e solo quando si è prossimi alla pensione, professore ordinario. Già mi vedevo insegnare nelle aule universitarie facendo uso di slides, ed interrogare gli studenti, avendo peò sempre un atteggiamento benevolo, che purtroppo manca a molti professori. Poi durante le ore di ricevimento tenevo sempre la porta aperta affinchè tutti potessero parlarmi. E dopo mi vedevo progettare oggetti, pezzi d’arredamento, perchè la mia passione è sempre stata il design.
Quando 10 anni fa riuscii ad andare a New York rimasi affascinato dagli spazi espositivi dedicati al settore.

Poi però non sono riuscito a continuare il master, improvvisamente ho avuto difficoltà economiche, la mia famiglia non poteva più permettersi di pagarmi gli studi.
Così ho preparato un curriculum vitae e l’ho inviato a parecchie società.
Fortunatamente una di queste in un settore chiamato Immobili e Servizi stava cercando proprio un architetto per gestire gli stabili aziendali.

Il mio primo impatto con il mondo del è stato tragico, in queste grandi aziende gli spazi sono pensati per soffocare e non per far lavorare con serenità e motivazione i propri dipendenti. Allora erano di moda gli open space, concetto purtroppo ancora in auge per la ripartizione degli uffici, che sta a significare un enorme stanzone con dentro, quando ti va bene, 10 persone, e non importa se questi sono anche “Quadri aziendali”, che non sono quelli che si appendono alla parete, ma rappresentano quei dipendenti con cui l’azienda ha un rapporto di particolare fiducia e che svolgono funzioni diciamo direttive.

Si ravvisava una mancanza assoluta di privacy e di concentrazione, oltre che tutto avveniva all’interno di rumori assordanti: telefoni che squillavano contemporaneamente, voci che si confondevano e si accavallavano, e la comunicazione lasciava il posto a grandi smarrimenti. Io ero uno fortunato, perchè trascorrevo parte del mio tempo fuori sede, facendo sopralluoghi e pensando a come ristrutturare gli uffici. Purtroppo molte mie proposte creative e a mio parere maggiormente rispettose del lavoratore, erano per lo più bocciate perche’ ritenute troppo costose. Per il contenimento dei costi la motivazione del personale era tranquillamente sacrificata.

b) Dopo aver letto il libro di Giacomo Bruno “COME FARE SOLDI ON LINE CON BLOG E MINISITI”.
Dopo aver appreso ed interiorizzato queste nozioni, si è risvegliata in me una grande energia. Mi sono subito accorto che mi stavo trascinando in una vita non soddisfacente da circa 10 anni ed avevo abbandonato e chiuso definitivamente con le mie passioni.

Quindi ho iniziato a PENSARE a quello che VOLEVO FARE e DIVENTARE: insegnare ed aprirmi un mio studio di design.

Ho iniziato la prima attività, con delle supplenze presso le scuole medie della provincia di Pavia, abbandonando così il mio triste in azienda.

Successivamente parlando con alcuni miei vecchi compagni di università che collaboravano con qualche noto studio di architettura, mi hanno coinvolto in alcuni progetti di imminente scadenza e poi mi hanno presentato ai famosi architetti.

dopo , contatto dopo contatto, potevo anche dedicarmi alla progettazione di nuovi oggetti; dopo ho aperto il mio studio ed ora ho coinvolto nella mia attività altre 2 persone. Abbiamo ottenuto alcune commesse di famose aziende di arredamento ed ora stiamo pensando di aprire un’altra sede all’estero, dove il design è veramente apprezzato.

La mia attività d’insegnamento è ridotta a qualche ora alla settimana ed io sono completamente soddisfatto, molto ma non sono mai stanco. Da quando ho letto il libro non
mi sono mai fermato, sembra che abbia un’energia inarrestabile.

Così anche il mio amico che mi aveva consigliato il libro di Giacomo ha seguito alla lettera tutti i suoi consigli per intraprende un’attività su , e si è subito messo all’opera creando blog e minisiti ed ora è pienamente soddisfatto.

Potrai trovare tutta una serie di TESTIMONIAL CHE HANNO CAMBIATO LA LORO VITA semplicemente RIPENSANDO A CIO’ CHE VOLEVANO FARE VERAMENTE: INIZIANDO A PROVARE CON SERIETA’ ED IMPEGNO. Non avevano certo un capitale per intraprendere nuove attività, perchè un altro segreto di GIACOMO è: “ è l’unico mezzo per creare velocemente rendite automatiche di denaro”.

  • è un libro facile e scorrevole;
  • i concetti sono sintetizzati in maniera esemplare;
  • ti indica i 47 segreti per con blog e minisiti;
  • troverai raccontata l’esperienza di uno dei massimi esperti della comunicazione attraverso ;
  • avrai l’accesso ad una serie di informazioni ed esperienze, acquisite leggendo e viaggiando nel mondo, lavorando con tutti i maggiori esponenti di PNL, Comunicazione, Web Usability e Marketing;
  • con una semplice lettura risparmierai i soldi ed il tempo dedicati ai corsi di Formazione;
  • migliaia di persone hanno intrapreso una nuova attivita’ utilizzando i concetti esposti nel libro;
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Ora a TE la lettura e cambierai la tua prospettiva e la tua esistenza

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Valore vero

Alcuni economisti, incapaci di uscire dai loro stessi abusati schemi, si chiedono perchè le borse, cioè le persone che v’investono, diano oggi valori così bassi ad aziende che fino a poco tempo fa valevano cinquanta volte il loro valore attuale.

Prima di tutto bisogna dire che il valore che si assegna alle cose dipende dalle circostanze: in un deserto, sotto un sole allucinante, l’idea di un’orribile fine e la gola riarsa certamente farebbero dare a tutti un valore diverso per una bottiglia d’acqua, anche calda, contro un’altra qualsiasi cosa che in circostanze normali scatenerebbe una giusta voglia di possesso.

Forse anche un po’ d’ombra, cioè qualcosa di effimero e immateriale, sarebbe meglio di una top model (ben disposta); quello che cambia è il contesto, come capita a chi fa mammografie tutti i giorni.

Però c’è anche da considerare che alcune aziende che cosa valgono effettivamente?

Vale l’infrastruttura, se serve e non c’è alternativa, valgono i brevetti, se producono rendite, valgono gli immobili, se possono essere riutilizzati o venduti, in certi casi vale anche qualcosa di molto poco solido com’è il marchio, ma se è possibile vendere qualcosa sotto  a quel .

Altrimenti l’azienda vale poco o nulla, e il mercato lo capisce attribuendogli, non un valore assoluto, che non esiste per nessuna cosa, ma un valore relativo e contestualizzato, proprio come un Chopard con brillanti,  che può valere tanto a New York, e assolutamente nulla in un deserto con 50 gradi centigradi.



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Bloccare Internet?

Da entrambe le parti dello schieramento politico si sta cercando di bloccare pezzi della rete, cosa anche un po’ risibile quando l’idea è bloccare pezzi di , cosa molto difficile a farsi per ragioni di commercio internazionale ma anche, e sopratutto, per difficoltà tecniche, il che dimostra che la Casta è poco in sintonia con il mondo di oggi e, quel che è peggio, pare lo siano anche le strutture tecniche che dovrebbero evitare che si portino in parlamento leggi che, nei fatti, sono inapplicabili.

Come può l’Italietta, che non riesce a farsi consegnare un ergastolano dal Brasile, riuscire ad ottenere che un’azienda americana come si uniformi alle sue leggi è un mistero, e denota anche una scarsa conoscenza dei meccanismi costituzionali americani dove il Primo Emendamento della Costituzione tutela  qualsiasi forma di libertà di stampa e di parola, fino al punto che alcune corti hanno stabilito che è lecito diffondere anche materiale anonimo tramite la rete.

Poi c’è il fatto tecnico, e basterebbe il precedente del governo cinese che è riuscito a bloccare pezzi di , ma solo con la complicità di aziende americane desiderose di non perdere il mercato della pubblicità on line. Ma, di nuovo, l’italietta in declino ha la forza (economica, questa volta) di costringere aziende americane, che fatturano più di molte grandi aziende nostrane , di bloccare pezzi della rete?

Ed è sufficiente tutto questo per bloccare la propalazione di notizie sgradite alla casta? 

Questa è un’illusione come quella che aveva il partito comunista sovietico che impediva (o restringeva) l’uso delle macchine per scrivere e delle fotocopiatrici visti come pericolosi strumenti di propalazione di notizie sgradite e atte a fomentare il dissenso.

Però, mentre il KGB dava la caccia alle macchine per scrivere, alcuni membri della nomenklatura portavano, come souvenir dell’Occidente Capitalista, videoregistratori e cassette, con un effetto ancora più disinformativo di un qualsiasi samizdat , per il quale occorre comunque una certa cultura, mentre per vedere un film non serve altro che un’oretta stravaccati su un divano a scorrere insulse storie che, però, erano lette dai cittadini dell’Est in un modo diverso da come la leggevano gli occidentali, originari destinatari del film.

Gli occidentali, infatti, guardano la storia e assimilano passivamente lo scenario, vale a dire che l’occidentale non guarda con attenzione a cosa usano, mangiano e guidano i personaggi, perchè questo fa parte della loro esperienza di vita di tutti i giorni; quelli dell’est, invece, si concentravano proprio sullo scenario e vedevano, con i loro occhi, che l’occidente, descritto dal partito come l’inferno, non lo era affatto almeno per quantità di beni disponibili.

Alla fine milioni di loro hanno fatto due e due fanno quattro: il partito ci mente! E il sistema è crollato.

Anche da noi ci si sta illudendo di eliminare il dissenso bloccando un mezzo di comunicazione pervasivo com’è il web; finirà come nell’URSS: la gente troverà altri modi di comunicare e il sistema crollerà lo stesso.



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In dubio pro vita

In dubio pro reo è la formula che obbliga il giudice a non condannare se esiste un qualsiasi dubbio di effettiva colpevolezza.

E lo vediamo nei film americani quando il giudice chiede alla giuria un verdetto al di là di ogni ragionevole dubbio.

Insomma, meglio un colpevole in libertà che un innocente in galera o, peggio, sulla sedia elettrica!

Al di là di ogni considerazione questa dovrebbe essere la formula da applicare nel caso di Eluana Englaro dove esiste il dubbio che la donna avesse espresso un desiderio di non ricevere cure quando era nel pieno delle sue facoltà mentali.

Questa certezza non esiste perchè non esiste un documento scritto (e certificato da un’autorità terza come può essere un notaio); ci sono solo le affermazioni del padre che, per altro, dovrebbe essere escluso tassativamente da questa fattispecie, che deve essere decisa dallo Stato basandosi esclusivamente sulle leggi esistenti o che si vogliano fare per regolare questioni simili per il futuro.

Decidere, senza prove dell’effettiva volontà dell’ammalata, è un precedente pericoloso che ci potrebbe riportare alla durezza spartana che esponeva i bambini deformi sul monte Taigeto. 

Magari in questo modo avremmo in giro solo belle fighette e palestrati depilati da mandare a sculettare nei salotti TV, ma avremmo buttato un genio come Stephen Hawking, una delle poche menti in grado di capire la bellezza e il senso dell’universo nel quale siamo immersi.



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Democratizzare l’innovazione

L’adozione di un servizio/prodotto, ma anche di una moda, segue quattro fasi:

al principio c’è un piccolo gruppo di persone curiose (o esibizioniste) che devono avere il nuovo aggeggio;

poi segue il gruppone di quelli che vanno dietro alla moda, quando si è abbastanza affermata;

si aggiunge successivamente un’altra grossa fetta, che adotta la moda quando è ormai uno standard;

infine c’è il gruppuscolo di quelli che si comprano l’aggeggio quando ormai è quasi obsoleto.

Però, Eric von Hippel, professore di economia al MIT , ha scoperto, teorizzato e consolidato nel libro Democratizating Innovation l’idea che esiste un gruppuscolo, ancora più piccolo, gli innovatori, quel tipo di persone che vogliono che un certo prodotto/servizio sia modificato o adattato a loro specifiche esigenze o che, addirittura, inventano nuove cose che vorrebbero veder prodotte o messe in esercizio.

Solo una teoria? Non tanto. Se si date un occhio a questo sito di Procter & Gamble,  una delle più grandi multinazionali nel settore della cura alla persona e della casa, vedrete che si tratta di una finestra spalancata per accogliere idee, perchè P&G ha deciso che molta parte dell’ deve venire dalla gente.

E in  questo video, il CEO di P&G spiega la loro strategia.

Insomma, parafrasando il presidente Mao, per servire il popolo bisogna dare potere al popolo.



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