Democratizzare l’innovazione
L’adozione di un servizio/prodotto, ma anche di una moda, segue quattro fasi:
al principio c’è un piccolo gruppo di persone curiose (o esibizioniste) che devono avere il nuovo aggeggio;
poi segue il gruppone di quelli che vanno dietro alla moda, quando si è abbastanza affermata;
si aggiunge successivamente un’altra grossa fetta, che adotta la moda quando è ormai uno standard;
infine c’è il gruppuscolo di quelli che si comprano l’aggeggio quando ormai è quasi obsoleto.
Però, Eric von Hippel, professore di economia al MIT , ha scoperto, teorizzato e consolidato nel libro Democratizating Innovation l’idea che esiste un gruppuscolo, ancora più piccolo, gli innovatori, quel tipo di persone che vogliono che un certo prodotto/servizio sia modificato o adattato a loro specifiche esigenze o che, addirittura, inventano nuove cose che vorrebbero veder prodotte o messe in esercizio.
Solo una teoria? Non tanto. Se si date un occhio a questo sito di Procter & Gamble, una delle più grandi multinazionali nel settore della cura alla persona e della casa, vedrete che si tratta di una finestra spalancata per accogliere idee, perchè P&G ha deciso che molta parte dell’innovazione deve venire dalla gente.
E in questo video, il CEO di P&G spiega la loro strategia.
Insomma, parafrasando il presidente Mao, per servire il popolo bisogna dare potere al popolo.