Crisi, ma non per tutti!
Questa strana crisi ha una forma tale che permette i più vari e variegati giudizi, dal negazionismo economico al catatastrofismo epocale, tanto che a un convegno si è ipotizzato anche di dissoluzione del sistema per totale mancanza di fiducia in quei pezzi di carta, o registrazioni elettroniche, che chiamiamo denari.
La crisi c’è e durerà almeno altri 4 anni, di cui uno ancora di lenta caduta e 3 di lentissima risalita.
La crisi però non riguarda tutte le imprese ma solo quelle che sono o erano già a rischio, per prodotti troppo costosi e/o obsoleti, oppure colpisce quelle aziende e quelle persone che normalmente vivono del pannicolo adiposo dell’economia, cioè chi vive di quel 30% di superfluo (consumi, servizi, attrezzature e personale) che ci si può permettere quando le cose vanno bene e si possono allargare i cordoni della borsa, anche per fare piaceri o prendere mazzette.
Ed è evidente che chi largheggiava oggi pensa prima alla sua poltrona e diventa perciò efficientista nonchè oculatissimo e prudente.
Per alcuni è perciò catastrofe mentre altri stanno assorbendo la botta con nuove strategie, mercati e prodotti.
Quello che però riguarda tutti è che il sistema non ritornerà più ai livelli di prima, perchè quel 30% eliminato non sarà ripristinato, e questo sarà il vero problema per i governi: una massa endemica consistente di emarginati inoccupati dai quali ci si dovrà aspettare, ovviamente, torbidi e problemi, a meno che la società non riesca a farsene carico, senza che lavorino, così come oggi sostiene anziani, casalinghe e studenti.