Giornali, bugie e Internet
I giornali perdono lettori, questo convince i pubblicitari a ridurre le inserzioni, gli editori cominciano la caccia al colpevole e, come nella migliore tradizione dietrologica, lo si cerca in altri e non in se stessi.
D’altra parte la stampa si fonda sul narcsismo dei giornalisti e perciò come potrebbero essi stessi auto accusarsi della crsi del settore?
Si cerca perciò un colpevole di comodo e lo si è trovato in Internet che, diffondendo notizie gratuite, farebbe una concorrenza sleale alla stmpa e, con un ragionamnnto abbastanza contorto, anche i siti web dei giornali stessi contribuirebbero a questo disastro.
Così nascono tentativi di far pagare per l’edizione web di un gionrale, senza che però nessuno abbia ancora dimostrato che questo sistema possa generare utili e, sopratutto, se i lettori siano disposti a pagare.
Un’indagine recente pare abbia azzerato ogni possibilità per le notizie a pagamento su internet: siccome già oggi i giovani preferiscono leggere le notizie tramite i portali, e non sui giornali online, l’indagine ha stabilito che ci sarebbe un ulteriore spostamento verso i portali, rispetto alla stampa online, se questo diventasse a pagamento, in altri termini, la gente non attribuisce un valore economico alla stampa.
Ed è proprio questo il problema che è alla base della crisi del settore: i giornali perdono lettori perchè sono percepiti come strumenti per veicolare solo quelle informazioni gradite agli inserzionisti e che non creino problemi al valore di borsa de’editore e/o delle banche che supportano il titolo o che devono recupera i tanti milioni prestati a gruppo editoriale.
Insomma, il pubblico, che non è fesso, capisce che i giornali non fanno più il loro mestiere, dire la verità, e perciò perchè pagare per leggere delle notizie di cui non si ha nessuna fiducia?
A questo punto meglio leggere gratis, senza preoccuparsi troppo se la notizia sia vera, verosimile, artefatta o del tutto falsa, perchè, come si dice, a caval donato non si guarda in bocca!
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