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Masochismo Fiscale

Giornata al CAAF per la dichiarazione dei redditi. Sotto al sole di giugno 2009,  un chilo e mezzo di documenti per certificare i redditi percepiti e le poche detrazioni ammesse, per alleviare un po’ l’imposta.
La cosa strana è che la maggior parte dei dati contenuti in queste cartacce, che saranno poi trascritti in un modulo fiscale (altre cartacce!), sono già conosciute dalla (PA) che, nel piacere perverso di torturare i cittadini, non s’accorge che s’ infligge inutili pene in una specie di masochismo burocratico.
Le anagrafiche del dichiarante e famiglia sono già nel sistema dell’Agenzia delle Entrate.
I dati del CUD già li possiedono, direttamente dal datore di lavoro o dall’ente pensionistico.
I dati del mutuo possono averli direttamente dalle da computer a computer.
Le tasse scolastiche vanno a Università e scuole che sono pezzi dello stato.
Mancherebbero le ricette e le fatture dei medici, che non sarebbe un problema catturare alla fonte (farmacia, clinica, medico).
Perchè non si fa, nonostante uno sbandieramento continuo e megafonato di voler ammodernare la PA?
Interrogato, il politicume darebbe risposte di circostanza, tanto per accontentare il suo ego esposto alle telecamere, assicurazioni su futuribili piani a tre anni almeno e, ovviamente, senza aver compreso bene su cosa si viene interpellati come certi studenti che a vanno per scaldare il banco, togliendo preziose braccia alla pulizie delle strade e al lavaggio e stiro delle camicie.
Cosí continueremo nei secoli dei secoli a portare cartacce al CAAF, che ne farà doverose copie, avremo per casa, in ordinati faldoni, le stese cartacce, da conserare per almeno dieci anni (ma per prudenza, meglio per sempre), e la PA continuerà ad espandersi in altezza e larghezza per ospitare gli archivi per quelle stesse cartacce, del tutto inutili alla gestione amministrativa, ma tanto necessarie  al politicume per promettere che, se vincono loro invece di quegli altri, faranno una bella riforma della PA.
Una favola che si sente ormai dal 1861, quando lo staterello militarizzato dei Savoia, fusosi in armoniosa missione con la burocrazia assolutistica vaticana, diedero vita alla più pletorica macchima burocratica il cui scopo non è servire il popolo, ma controllarlo tramite le carte, punirlo anche per infrazioni minimalissime, anche a costo di costi rilevantissimi, di cui nessuno se ne cura perchè, alla fine della fiera e in un esplosione  di sadismo, il cittadino paga - tramite le sue stesse tasse - per essere torturato.
O il cittadino paga perché, da raffinato masochista, ama essere torturato dal politicume, cui spesso lecca la mano, per non dir di peggio?
La seconda ipotesi è sicuramente molto più calzante.



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Gli esami finiscano per sempre

L’idea eduardiana, che gli non finiscano mai, è proprio un’idea dell’altro secolo, quello appena chiusosi con tante speranze di un mondo migliore nel nuovo secolo che invece ci ha dato la bella sberla  dello scontro di civiltà, che forse durerà altri 50 anni, e una catastrofe economica che, se non viene gestita (e purtroppo non è gestita!), potrebbe portare a una profondissima ristrutturazione econoco-sociale se non addirittura ad una dissoluzione dell’intero spazio economico per totale perdita di fiducia nelle monete.
L’idea che dalla elementari uno debba sottoporsi a continui è una delle incrostazioni superstiti di una società gerarchica dove la “promozione” è basata sul merito che però è molto  formale e poco operativo.
Un formalismo che, stranamente, dopo il periodo scolastico, viene subito abbandonato per un giudizio legato al risultato concreto e questo in ogni campo Il manager deve far funzionare l’ azienda, il ricercatore deve produrre scoperte, brevetti, articoli scientifici, il medico deve guarire il paziente.
Anche i corsi di aggiornamto di chi lavora non prevedono di solito , che va al corso se vuole impara, sarà poi sul campo che la persona applicherà le  nozioni apprese

Ma durante il periodo scolastico allo studente non è chiesto solo di studiaee ma di sottoporsi a coninue verifiche che, ovviamente, non sono un metro preciso di valutazione perchè sono spesso inquinate da furberie del discente e dalle paturnie del docente.
Si tratta di un sistema arcaico, che risente di una’inpostazione autoritaria della soocieta e che di fatto non ha mai funzionato per promuovere il merito e basti pensare agli  esempi diffusi di persone eccellenti nella vita, ma poco brillanti a , che spesso hanno abbandonato senza conseguire un inutle diploma o altro mitizzato pezzo di carta.
Quello che invece andrebbe fatto è di cancellare del tutto il sistema delle promozioni e bocciature e lasciare che lo studente segua un corso di studi fluido, anno dopo anno, con una vasta possibilità di sceglersi le materie da studiare e senza mai sottoporlo a nesuna verifica, nenache finale, eliminando ovviamente ogni valore legale al titolo di studio lasciando al giudizio diffuso e democratico del mondo del lavoro le possibilità di inserimento e di relativa retribuzione.
Ovviamente questo è estramente semplice (e in parte attuato) nella elemntare e media, più complesso nella superiore che andrebbe ristrutturata come unica dove non ci sono più differenze di indirizzo perchè le scelte sarebbero fatte dal discente assistito e guidato nella preparazione del piano di studi.



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Rischio calcolato

Dice un vecchio adagio inglese che sono gli interessi terreni piuttosto che la punizione divina che fanno dell’uomo un formidabile codardo.

E forse questa è stata la ragione per cui la Banca d’Inghilterra e la FSA, che dovrebbe sorvegliare le , pur sapendo già dal 2004 (ma si è saputo solo oggi) che le erano a rischio, hanno taciuto, ben sapendo che il guaio era già allora un tale guaio che l’unica soluzione sarebbe stato far intervenire lo stato, cioè il contribuente.

D’altra parte nel 1936, altra epoca di crisi bancarie sia pur limitate, qualcuno aveva sentenziato che una crisi globale del sistema finanziario poteva essere risolta solo con l’intervento pubblico, cioè con il denaro dei contribuenti, proprio come sta accadendo oggi.

Certo i governi si guardano bene da imporre nuove tasse (per il momento) ma, in compenso, utlizzano quel poco  che hanno per salvare le , togliendolo peró ad altri settori.

Si taglia sulla , sulle infrastrutture, sul welfare e tutto per salvare la poltrona agli amici banchieri che, avendo di nuovo denaro vero in mano, sapranno sdebitarsi con i politici così giudiziosi dal non aver fatto fallire  le che, nel giro di qualche anno si ritroveranno di nuovo in bancarotta e….. altro giro altra corsa siori e siore!



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