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Figli di genitori separati

Chiedo perdono se la mia esposizione ha dato adito a mal comprensione (vedi http://www.givemeachance.it/public/blog/index.php/2010/10/quando-la-coppia-scoppia/).

La coerenza dei di vi è solo a condizione che il genitore “PILOTI” le situazioni cioè abbia il buon senso di vedere, capire e sentire i veri e reali bisogni del figlio.

Questo si traduce in una valutazione, insieme con il compagno che si sta allontanando, di alcuni aspetti tra cui quelli di seguito elencati:

- che il figlio abbia la possibilità vivere in un luogo accogliente a cui possa sentire di appartenere, e nel quale possa continuare a crescere, come lo è la casa in cui è nato, senza troppi spostamenti;

- che il figlio non diventi un’arma di uso strumentale per colpire l’altro

- che la collaborazione tra i coniugi sia impregnata di buon senso, condizione indispensabile per superare i diversi punti di vista.

Un messaggio coerente ( da parte di entrambi i coniugi ) da proporre al figlio è il miglior modo per fargli comprendere una proposta di vita differente ma, al tempo stesso, valida.

Il nocciolo della questione è che il genitore affidatario ( quello che effettivamente se ne occupa ) deve ESSERE ASSOLUTAMENTE AIUTATO

Nell’attuale legislazione non vi è nulla che preveda di tutelare chi deve tutelare.

Di fronte ad una famiglia allo sfascio spesso sia le donne che gli uomini vengono lasciati in balia degli eventi e delle rabbie dell’altro.

Prima di pensare a tutelare il minore occorre tutelare, aiutare e sorreggere il genitore che ne ha la responsabilità.

L’affidamento condiviso prevede regole assurde dove il figlio viene sballottato come un pacchetto postale perchè secondo il legislatore i devono vivere entrambi i genitori.

Trovo questa un’assurdità … perché il figlio perde i riferimenti, anche se la giustizia “gliene impone due “.

La casa, che è il luogo di riferimento del ragazzo dovrebbe essere, a mio parere , unica perché altrimenti si potrebbe compromettere la sua sicurezza.

Non sempre la separazione pone termine ai litigi tra genitori, ed è proprio per questo, RIPETO che il genitore affidatario deve essere aiutato.

Questi aiuti potrebbero essere anche semplici.

- Per prima cosa i non si devono sentire diversi e quindi è opportuno incontrarsi con altre famiglie nella la stessa situazione. A volte i ragazzi tra di loro condividono le esperienze in modo autonomo così che riescono ad aiutarsi senza ricorrere agli adulti nei confronti dei quali possono sentirsi intimoroti.

- Per seconda cosa il vuoto che si genera dalla mancanza dell’altro genitore li fa sentire comunque colpevoli, è su questo senso di colpa che il genitore affidatario dovrebbe intervenire cercando di distrarlo, riempiendo i vuoti con qualcosa di nuovo e di appagante.

- Per terza cosa , il genitore affidatario dovrebbe cercare, anche con l’aiuto di esperti, di ritrovare un proprio equilibrio, un nuovo senso alla propria vita. Solo così sarà in grado di aiutare il figlio.

SE NON SI E’ UNA BROCCA PIENA, NON SI PUO’ VERSARNE IL CONTENUTO.

Personalmente non credo che iniziare subito una nuova relazione apporti equilibrio a meno che il nuovo compagno/a sappia portare grande serenità a tutti i componenti.

Nel rapporto con mia figlia, (io sono monogenitore), ho sempre cercato la chiarezza e la coerenza anche nel disagio.

Nella mia separazione quello che mi ha dato la forza di migliorare quotidianamente è stata la ricca rete sociale di AMICIZIE VERE che mi hanno accolta e sostenuta.

Una parola di coraggio, una presenza accanto a mia figlia in quei momenti in cui volevo solo dormire e basta ci hanno rigenerato.

GRAZIE a tutti gli amici, a mia sorella Paola, alla mia amica Lidia, che quotidianamente mi chiedevano: Emanuela hai bisogno di qualche cosa?, Io ci sono….” Questo, credetemi, è molto confortante.

Ma è stato necessario focalizzare molto bene ciò che era giusto per mia figlia anche se difficile per me, così la situazione di affido condiviso quando, in realtà tutto l’onere era sulle mie spalle , mi ha generato un senso tale di disgusto che sono entrata in tribunale a chiedere : “ma che barzelletta è questa ?”

Ho richiesto così l’affido esclusivo per una maggiore serenità, per avere coerenza tra le parole e fatti.

Non si deve aver paura, il genitore che ha più buon senso lo usi in abbondanza. L’importante è esserci per i nostri non solo a parole ma nei fatti.

E loro lo sentono, lo percepiscono e crescono forti e sicuri, sapendo che ogni tempesta famigliare non li può distruggere perché hanno visto la loro mamma o il loro papà essere sempre accanto a loro, pronti ad affrontarla senza timori.

Io mi sento fortunata ad avere un avvocato donna molto valido che combatte per il minore, che non usa mezzi termini, un avvocato che non accetta la non verità  … e difende la verità.

Io porto la mia storia e le mie esperienze, le metto a disposizione di coloro che possono averne bisogno, porto i miei contatti di validi professionisti che possono VERAMENTE AIUTARE ma, soprattutto, porto fede, speranza e fiducia a tutti coloro che vogliono cambiare la loro vita anche passando attraverso” l’inferno”….. E’ POSSIBILE, parola di Emanuela.

Ognuno di noi si merita la serenità … cosi sia.

Un abbraccio di Luce a tutti e un augurio di Vita Buona





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